L'inizio del Mondiale SBK 2011 si è rivelato decisamente più interessante di quanto mi aspettassi. Sinceramente, non vedo l'ora di varcare la soglia dei paddock di Monza per scoprire davvero che aria tira in alcuni box. La cosa si fa ancor più interessante perchè il venerdì, purtroppo, non potrò essere della partita mentre per sabato e domenica ho già il mio bell'accredito sulla scrivania pronto ad essere esibito.
A GIOCHI FATTIGne gne gne? No, no. Scusate. La premessa serve solamente per dire che, nel momento in cui riuscirò a toccare con mano l'evento, i primi giochi saranno fatti: già durante dopo le prime sessioni del venerdì, per quanto poi ne dicano nelle interviste o nelle dichiarazioni ufficiali spesso scritte dai responsabili stampa, piloti e tecnici sanno già in quale sfera orbiteranno l'indomani e, quindi, possono immaginare più o meno realisticamente - al netto degli imprevisti - cosa accadrà la domenica. Monza, di fatto, è una pista molto strana, e quest'anno ci si arriva con una situazione in classifica addirittura peggiore rispetto a quella dello scorso anno. Almeno per chi dovrebbe e vorrebbe confermare di essere il pilota migliore, sulla moto più veloce, assistito dal team teoricamente più professionale del circus. Di certo quello più gonfio di ospiti e personalità: parliamo naturalmente di Max Biaggi.
BIAGGI? ULTIMAMENTE UNA MINIERA D'ORO...No, non ditemi che sono contro di lui. Il fatto è che in questo periodo è fonte di ispirazione inesauribile per chiunque debba guadagnarsi da vivere scrivendo di moto. Vuoi per la situazione sportiva, vuoi per i comportamenti "Torpigna" (altro che allevato a Montecarlo...) tenuti nei confronti degli avversari. Fantastico, davvero fantastico il fatto che anche
il suo compagno di squadra sia arrivato a lamentarsi con "him" in diretta TV, per gli stessi motivi, tra l'altro, che hanno dato vita all'animata discussione con Melandri. Hai voglia a varare operazioni simpatia con polli sul casco e lettere strappalacrime della moglie sulla Gazzetta: Max comunica poco e male. Non è una novità e nemmeno un segreto. L'unico modo che ha per tornare a conquistare il pubblico dopo un inizio di stagione così è quello di tornare a respirare l'aria del gradino più alto del podio, caratterizzata da un profumo decisamente più delicato rispetto all'odore dei Termignoni di una
Ducati data per finita ed oggi tornata a dominare per mano di un altro vecchietto.
CHECA, L'UOMO DEL MOMENTOUn vecchietto, Checa, che qualche giornalista italiano si è preso pure la briga di etichettare recentemente come quello che in MotoGP le prendeva regolarmente dal Corsaro, evidenziando anche come a parità di moto (e non solo) lo spagnolo venisse puntualmente bastonato dal cinque volte campione del mondo. Vero, anzi verissimo: Checa, forse non sempre per colpa sua, nel
Motomondiale non è mai sembrato, né probabilmente stato, un fenomeno. Ma, a differenza di Max, è un ragazzo capace di farsi volere bene, oltre che un buon uomo immagine. Come se non bastasse, quest'anno è l'uomo giusto, sulla moto giusta, al momento giusto. Situazione incontestabile, visto l'affiatamento raggiunto con la bicilindrica di Borgo Panigale, con cui riesce ad andare forte su ogni pista, con gomma dura e morbida, con il freddo o il caldo. Proprio come uno che ha le carte in regola per vincere il Mondiale.
LA STORIA SI RIPETEMax questo lo sa bene, e qualcosa mi dice che il buon Carlos, alla stregua di Melandri, riuscirà a volare anche a Monza. Se così fosse... beh, non vorremmo essere nei panni degli uomini Aprilia. Ho qualcosa più di una sensazione che mi dice che scenate post gara e lamentele entreranno definitivamente a far parte della comunicazione di Biaggi per il 2011. Già a Donington si è tornati a sentir parlare di saltellamento (sinonimo del mitico "chattering", elegantemente utilizzato nel comunicato stampa
Aprilia post gara) ed ho come la sensazione che una vittoria di una
Ducati o di una
Yamaha (lo scorso anno Crutchlow andò fortissimo, senza bisogno di andare a ripescare la quasi doppietta di Spies del 2009...) potrebbe spingere il romano ad una riproposizione della mitica frase "Honda is much better", ovviamente rivista per adattarsi alla
Ducati o alla
Yamaha del caso.
Staremo a vedere. La storia spesso è fatta di corsi e ricorsi. Noi, sportivamente, ci auguriamo che vinca il migliore. Giornalisticamente, invece...