Aprilia Tuono: occasione persa?

Aprilia Tuono: occasione persa?

Ho letto con grande piacere la prova di Edo sulla nuova Aprilia Tuono V4R. Davvero. E sono sicuro che le lodi siano indubbiamente meritate: Aprilia, nel progettare la dinamica delle moto, non è davvero seconda a nessuno. Reattive, veloci, piacevoli, da sempre. Non l'ho guidata, ma conosco la RSV4 e quindi non fatico ad immaginare come vada. Capacità dei progettisti guidati dal grandissimo Mariano Fioravanzo, dei collaudatori e la naturale propensione di Aprilia nell'andare controcorrente nelle scelte tecniche, contrariamente al passato anche motoristiche, sono elementi che rendono unica questa moto.

INNOVARE SEMPRE
Non è da tutti, soprattutto in tempi di crisi, venirsene fuori con un quattro cilindri a V stretta quando la logica avrebbe suggerito un ben più semplice schema in linea o al limite a V di 90°.

Non è nemmeno semplice avere ancora la forza di investire nel segmento delle supersportive e delle derivate in un periodo in cui, non solo per la mancanza di denaro nelle tasche, il segmento è tutt'altro che un traino per il mercato.

SI POTEVA FARE QUALCOSA DI DIVERSO
Scarsa vision di Aprilia, dirà qualcuno, perché in effetti quando il progetto RSV4 è nato, cinque anni fa, bisognava avere le palle e la mente sgombra per capire e decidere di smezzare i budget messi a disposizione da Colaninno (25 milioni circa) e fare qualcosa di diverso. Di più larghe vedute in termini di gamma: magari una sportiva tecnicamente meno complessa, raffinata e costosa, da affiancare ad una gamma multistrada che il mercato oggi avrebbe già acquistato in grande quantità, e non solo perché, a pochi mesi dal varo del progetto V4, quello dell'enduro stradale è stato l'unico segmento a tenere in vita un mercato sempre più contratto. L'offroad in Aprilia è nato prima delle corse su strada, e di clienti pronti a comprare una Tuareg (750) o una Caponord (1200) basata su motore e telaio Shiver/Dorsoduro non credo di essere l'unico a conoscerne. Me compreso, ovviamente.

CI FA GODERE
Di fatto, tralasciando le razionali considerazioni sull'inutilità commerciale dei progetti supersportivi (sulle quali torneremo) e tornando a bomba su un progetto che fa godere noi appassionati di tecnica, prendiamo piacevolmente atto di come RSV4 e Tuono V4R siano delle realtà consolidate, icone della capacità di innovare di Aprilia, figlie di un progetto che nella sua massima espressione sportiva è riuscita a mettersi dietro i colossi giapponesi e tedeschi in SBK.

CRITICHE A PIOGGIA
Un progetto riuscito, insomma, anzi riuscitissimo, in particolar modo nella sua versione carenata. La RSV4 è piaciuta a tutti subito ed a tutti continua a piacere dopo tre anni di presenza sul mercato. Quanto alla versione scarenata, invece, dopo le critiche post-EICMA continuo a leggere su forum e blog pesanti critiche sulla linea, tanto da spingermi a pensare che la Tuono V4R non è piaciuta all'inizio tanto quanto non sarà digerita nel tempo. Guardandola viene in effetti da chiedersi dove fosse il mago Galluzzi quando le linee della RSV4 sono state rimodulate, soprattutto per via del fatto che più di tanto non c'era da fare: la RSV4 stradale, tolti cupolino e semimanubri, è quanto di più vicino ad una naked esista nell'ambito delle sportive stradali.

PERSONALE: COME LE VECCHIE...
Certo, con quegli occhioni da mosca la personalità non le manca e la nuova proposta di Noale si riconosce al primo sguardo. Il fatto è che anche le vecchie Tuono si riconoscevano immediatamente per le "curiose" forme del cupolino e la cosa, alla luce della scarsa considerazione estetica che il pubblico ha avuto nei confronti delle precedenti generazioni di Tuono, non è da considerarsi come un elemento positivo.

E' L'OPPOSTO
Con questo non voglio dire che non se ne venderanno, anzi, ma forse in Aprilia si è persa un'occasione per fare qualcosa di più e per suonarle definitivamente alla Ducati, che con la Streetfighter ha fatto esattamente il contrario, creando una moto meno prestazionale della Tuono V4R - ci metto il gesso sul fuoco! - ma decisamente più bella e raffinata in termini di estetica. E la cosa, vista la tipologia "BARistica" della moto in oggetto, potrebbe anche costare molto cara ad Aprilia...

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Altri commenti

andbad

Piuttosto d'accordo. La Tuono non è mai stata in prima fila quanto ad estetica, al contrario di tutte le altre naked sul mercato.
forse è più difficile elaborare l'estetica di una naked che di una sportiva, ma un lavoro così lo avrebbe fatto meglio un qualsiasi elaboratore alle prime armi in un garage di periferia.

By(t)e

Inserito: 15 aprile 2011
Anonymous

già molto meglio della tuono precedente, almeno qui il cablaggio sembra nascosto alla vista.

Inserito: 15 aprile 2011
desmoluca76

...parole sante...è davvero un peccato ke su una ciclistica e meccanica simili siano andati a buttarci sopra 4 plasticoni stile japp....onestamente, lo stile italiano è ben altra cosa: appunto, vedi streetfighter!!

Inserito: 15 aprile 2011
Anonymous

Fa veramente schifo.

Inserito: 15 aprile 2011
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